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Associazione Italiana Tecnici Istologia Citologia – Abruzzo

Gli ospedali in Italia, un patrimonio abbandonato

A forza di parlare prevalentemente di distretti, di cure primarie, di territorio, abbiamo finito per relegare l’ospedale ai margini del sistema, cioè abbiamo finito per svalutarne noi per primi la sua importanza diventando, soprattutto ricordo certi anni, stupidamente “contro” l’ospedale.

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La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (terza parte)

In genere sappiamo che la poca chiarezza sui ruoli crea un mucchio di problemi organizzativi e non solo, fatta eccezione per quelle situazione estreme dove la task shifting è l’unica risorsa di cui si dispone. Una organizzazione in sanità funziona solo sulla base della chiarezza dei ruoli, in ragione della quale si possono fare tutte le integrazioni che si vogliono, ma se sostituiamo chiarezza dei ruoli con l’ambiguità, quale organizzazione servirebbe?

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La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (seconda parte)

Le ragioni profonde che spingono le professioni ad allargare le loro competenze non possono più essere negate, esse hanno a che fare con un mucchio di cambiamenti innegabili che coincidono con un bisogno di riforma della sanità pubblica e in particolare con una riforma del lavoro. Ma di fronte a tutto questo il “mansionismo” delle competenze avanzate fa ridere.

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Il malpancismo dei medici “Doc”

Giustamente, siamo tutti indignati, quando si vogliono abbassare gli standard della formazione medica. Dopo che trent’anni fa, il Servizio sanitario nazionale si è dotato, come requisito d’accesso per la professione medica della specializzazione postlaurea, è impensabile tornare indietro,  anche con le varie soluzioni emergenziali decise dalle regioni. Ma attenzione a battaglie di retroguardia, che mascheraro un medico demansionato, immobile e cristallizzato nel novecento e che non ha capito il proprio ruolo.

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La nuova guerra sulle competenze. È il momento della concertazione, quella vera (prima parte)

Il quesito è: ce ne freghiamo di tutto e di tutti e si accetta la logica della  de-regolazione e della guerriglia e allora botte da orbi,  o da persone serie si fa un accordo vero, nuovo, importante per fare quello che la politica non è riuscita a fare cioè ridefinire il lavoro, le professioni, i loro rapporti e le loro prassi?

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Erogazione Lea. Analisi Gimbe: “Inaccettabili diseguaglianze regionali. Griglia Lea ormai strumento inadeguato”

Studio della Fondazione sugli adempimenti Lea nel periodo 2010-2017. In media le Regioni hanno adempiuto per il 73,7% con una forbice estremamente ampia: dal 92,5% dell’Emilia Romagna al 53,9% della Campania. “Se i punteggi della “griglia lea” rappresentano l’indicatore ufficiale per monitorare l’erogazione delle prestazioni, nel periodo 2010-2017 il 26,3% delle risorse assegnate dallo stato alle regioni non ha prodotto servizi per i cittadini”. Per questo Gimbe invoca un radicale cambio di rotta parallelo all’implementazione del nuovo sistema di garanzia che dal 2020 sostituirà la Griglia lea.

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Un’occasione da non perdere per riformare la sanità

Pur trovandomi d’accordo, senza se e senza ma, sulla necessità di rifinanziare la sanità non mi convince una indistinta politica di rifinanziamento cioè il lanciare semplicemente i confetti tra la folla. Non penso che, per difendere la sanità basti rifinanziarla. Credo che a noi serva prima di tutto una nuova definizione di sostenibilità, una definizione non compatibilista con la quale si stabilisca una regola: a meno limiti finanziari si risponde con più valori, con altri valori, con nuovi contro valori.

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“I medici abbandonino l’idea di rappresentare da soli la sanità”. Lettera aperta di Beux ad Anelli dopo polemiche su delibera veneta

il presidente della Federazione degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione Alessandro Beux ha scritto al presidente della Fnomceo Filippo Anelli a seguito delle polemiche sorte attorno alla recente delibera della Regione Veneto sulle professioni sanitarie.

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Corsi laurea professioni sanitarie: in crescita domande per medici, stazionarie quelle per le altre professioni sanitarie. Sbocchi professionali in aumento per attività libero professionale

Rispetto agli anni accademici precedenti il rapporto segnala una diversa percentuale nella ripartizione dei posti fra Lauree triennali e Magistrali a ciclo unico che quest’anno va per il 68% alle professioni sanitarie, il 29% a medicina e chirurgia e il 3% a odontoiatria. Ecco tutti i numeri del Report annuale della Conferenza nazionale dei Corsi di laurea delle Professioni sanitarie curato da Angelo Mastrillo. IL RAPPORTO.

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